18 ottobre 2010 Racconto inserito in: America del sud
Destinazione Patagonia - di salval

Dal 02/09/2010 al 21/09/2010 – Un viaggio con Patagonia World.

Mentre passeggiamo nella zona pedonale di Buenos Aires ci fermiamo per uno spettacolo improvvisato di tango, ci facciamo trascinare dalla folla che con la bella giornata si è riversata nelle strade e ripensiamo a quando eravamo arrivati venti giorni prima accolti da un temporale che ci aveva accompagnato per l’intera visita della città.

 

 

Da Buenos Aires con l’aereo avevamo raggiunto la Terra del Fuoco e anche lì ad attenderci una bufera di neve. La sua capitale Ushuaia, che dista 150 km da Capo Horn, è la città più a Sud del mondo, dal porto salpano la maggior parte delle navi dirette in Antartide e molti catamarani che per tutto il giorno portano i turisti tra gli scogli che ospitano colonie di leoni marini, otarie e cormorani imperiali.

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24 agosto 2010 Articolo inserito in: News
In Patagonia come vi pare - di QualityTeam

Per Bruce Chatwin, che la girò in lungo e in largo per scrivere uno dei capolavori della letteratura di viaggio, la Patagonia era una terra enigmatica, intrisa di mistero e leggende. Per tutti i viaggiatori resta una delle mete più ambite e sognate per la natura incontaminata, i panorami strepitosi, gli spazi sconfinati. E’ pertanto difficile contenere la grandiosità di questa destinazione estrema e remota in un unico itinerario, magari anche dal prezzo contenuto, tante sono le occasioni di avventura, scoperta, incontri ed esperienze che riserva. Leggi tutto…

15 dicembre 2009 Racconto inserito in: America del sud
LunaDeMiel in Cile e Argentina - di mionico

12 ottobre: Torino – Santiago del Cile

Torino, check-in, metal detector, gate 5. Il cordone ombelicale di metallo che conduce all’aereo si stacca dal mondo conosciuto. La rincorsa, la spinta dal basso, l’ultimo sguardo giù: luci di auto che tornano a casa per la cena. Le Alpi e le nuvole. 16 ore in aereo, seduti con le chiappe indolenzite. Abbiamo letto la LonelyPlanet che potremmo affrontare un esame di laurea in geografia&storia cilena, abbiamo visto 4 film tra i quali l’Era Glacial 2 con i mammuth che hablavano espanol, abbiamo mangiato riso di plastica e bevuto litri di jumo de naranjia.
Quando apro il finestrino entra una luce accecante. E’ l’alba sul nuovo mondo. Ci avviciniamo planando calmi, solo qualche scossone di assestamento, finalmente possiamo gridare “terra!” come i grandi esploratori dei secoli passati. Credo che l’emozione si possa paragonare. 
Sotto di noi terre deserte con pochi segni di civiltà. Improvvisamente ci appare la mappa-scala-1:1 di Santiago, la metropoli da 6 milioni di abitanti, la metà dell’intera popolazione cilena. Una metropoli enorme. In qualche modo è una delusione vedere come sia simile a tante nostre città viste dall’alto.
L’aeroporto Commodoro Arturo Benito Menìtez è come Caselle: poco più grande e un pò più organizzato. Le valigie arrivano subito, traballanti sul nastro trasportatore fino alle nostre mani avide e un pò preoccupate: lì dentro ci sono gli effetti personali che danno sicurezza. Dopo qualche giorno non le avremo neanche più aperte. Siamo eccitati e attoniti: ci aspettano 3 settimane di emozioni, chissà se le valigie sono arrivate, la prima tappa sarà il deserto, dobbiamo trovare la guida per l’hotel, vedremo le balene, bisogna compilare il visto, toccheremo con le mani i ghiacci eterni, ecco il cartello con il nostro nome! Incontriamo il nostro primo conductòr che ci porterà fino in centro. Dice “HOLA” e ci dà il benvenuto con un sorriso che ricorda lo Stregatto di Alice.

 

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20 aprile 2009 Racconto inserito in: America del sud
Argentina: resoconto di uno splendido viaggio - di SETA LORETTA

Dopo averlo programmato, rinviato e riprogrammato per ben tre anni, nel 2007 finalmente io e mio marito siamo partiti a metà febbraio per un viaggio in Argentina: La prima tappa, BUENOS AIRES,ci è sembrata una vecchia signora che, attraverso le rughe dell’età attuale, mostra una bellezza elegante ormai sfiorita e appena percepibile.

Ci ha entusiasmato uno spettacolo di tango e musiche della tradizione, molto elegante e coinvolgente, a cui abbiamo assistito in un locale storico, splendidamente restaurato (La Ventana).Poi, con un volo di circa due ore abbiamo raggiunto in Patagonia la PENINSULA VALDES, una riserva faunistica che ci ha sorpreso enormemente:la colonia di circa un milione di simpatici pinguini, le otarie di Punta Piramide, gli elefanti marini, ci hanno entusiasmati come bambini. Ci siamo stupiti nel vederli così da vicino,forse essi stessi incuriositi e per nulla preoccupati dalla nostra presenza. E poi la sosta e la notte al Faro di Punta Delgada, purtroppo rovinata da un temporale nella notte che ci ha impedito di godere della vista del cielo stellato in una zona completamente buia e dove l’unica luce è appunto quella del faro.Niente telefono, niente TV, la luce solo alla sera con generatori, ci hanno fatto sentire fuori dal mondo, a picco sul mare,con sotto una colonia di enormi elefanti marini,in mezzo ad un mare giallo, la steppa patagonica, una zona apparentemente senza confini,nuda e sterminata,dove per km e km non inocntri nessuno,solo guanacos,nandù e armadilli.

Un altro breve volo ci ha condotti ad USHUAIA, nella TERRA DEL FUOCO,l’ultima città abitata del mondo,appunto la "fin del mundo",una piccola città che si estende sul Canale di Beagle,circondata da alte montagne dalle cime ricoperte di nevi perenni. E’ punto di partenza per le spedizioni dirette in Antartide e possiede un magnifico parco nazionale popolato da castori,condor,falchi e conigli selvatici.

Dopo due giorni di nuovo in volo per EL CALAFATE,base di partenza per il parco dei ghiacciai. E qui di nuovo l’adrenalina è tornata a colpire. Una navigazione in catamarano tra iceberg dai colori inattesi e incredibili: l’azzurro coniugato in tutte le sfumature, dal chiaro al blu intenso. Poi, con un percorso a piedi ci siamo trovati al cospetto del ghiacciaio PERITO MORENO,dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità,che ci ha lasciato senza fiato con la sua maestosità. Abbiamo ancora nelle orecchie e negli occhi il rumore e la visione delle spaccature del ghiaccio che si rompeva cadendo in acqua con fragore,spezzandosi in tanti blocchi che prendevano il largo lungo il Lago Argentino.

Infine ancora in aereo per raggiungere all’estremo Nord dell’Argentina le CASCATE DI IGUAZU’,ai confini con il Brasile e il Paraguay.L’emozione in questo luogo immerso nella foresta tropicale è stata veramente grande. Prima il lato argentino, accompagnati da decine e decine di farfalle multicolori e poi il lato brasiliano con la compagnia questa volta di allegri procioni. Avevamo visto tante volte in tv queste cascate,ma sentire dal vero il rumore assordante, vedere gli arcobaleni,bagnarsi con il vapore che si sprigiona da quei salti, trovarsi circondati da tanta acqua,ci ha provocato una magnifica vertigine. In due settimane abbiamo provato l’ebbrezza dello scandire delle quattro stagioni, tra vento,freddo,neve,caldo e tepori primaverili.

Questo viaggio,completamente immersi in una natura così varia e incontaminata, la prima volta per noi, abituati a visitare luoghi con monumenti, templi,città popolose, ci ha convinti che proprio in Argentina il Creatore si è sbizzarrito e divertito nel suo operare e chissà che sotto sotto non si stia facendo una risatina per questa nostra infantile meraviglia.

 

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