Dopo averlo programmato, rinviato e riprogrammato per ben tre anni, nel 2007 finalmente io e mio marito siamo partiti a metà febbraio per un viaggio in Argentina: La prima tappa, BUENOS AIRES,ci è sembrata una vecchia signora che, attraverso le rughe dell’età attuale, mostra una bellezza elegante ormai sfiorita e appena percepibile.
Ci ha entusiasmato uno spettacolo di tango e musiche della tradizione, molto elegante e coinvolgente, a cui abbiamo assistito in un locale storico, splendidamente restaurato (La Ventana).Poi, con un volo di circa due ore abbiamo raggiunto in Patagonia la PENINSULA VALDES, una riserva faunistica che ci ha sorpreso enormemente:la colonia di circa un milione di simpatici pinguini, le otarie di Punta Piramide, gli elefanti marini, ci hanno entusiasmati come bambini. Ci siamo stupiti nel vederli così da vicino,forse essi stessi incuriositi e per nulla preoccupati dalla nostra presenza. E poi la sosta e la notte al Faro di Punta Delgada, purtroppo rovinata da un temporale nella notte che ci ha impedito di godere della vista del cielo stellato in una zona completamente buia e dove l’unica luce è appunto quella del faro.Niente telefono, niente TV, la luce solo alla sera con generatori, ci hanno fatto sentire fuori dal mondo, a picco sul mare,con sotto una colonia di enormi elefanti marini,in mezzo ad un mare giallo, la steppa patagonica, una zona apparentemente senza confini,nuda e sterminata,dove per km e km non inocntri nessuno,solo guanacos,nandù e armadilli.
Un altro breve volo ci ha condotti ad USHUAIA, nella TERRA DEL FUOCO,l’ultima città abitata del mondo,appunto la "fin del mundo",una piccola città che si estende sul Canale di Beagle,circondata da alte montagne dalle cime ricoperte di nevi perenni. E’ punto di partenza per le spedizioni dirette in Antartide e possiede un magnifico parco nazionale popolato da castori,condor,falchi e conigli selvatici.
Dopo due giorni di nuovo in volo per EL CALAFATE,base di partenza per il parco dei ghiacciai. E qui di nuovo l’adrenalina è tornata a colpire. Una navigazione in catamarano tra iceberg dai colori inattesi e incredibili: l’azzurro coniugato in tutte le sfumature, dal chiaro al blu intenso. Poi, con un percorso a piedi ci siamo trovati al cospetto del ghiacciaio PERITO MORENO,dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità,che ci ha lasciato senza fiato con la sua maestosità. Abbiamo ancora nelle orecchie e negli occhi il rumore e la visione delle spaccature del ghiaccio che si rompeva cadendo in acqua con fragore,spezzandosi in tanti blocchi che prendevano il largo lungo il Lago Argentino.
Infine ancora in aereo per raggiungere all’estremo Nord dell’Argentina le CASCATE DI IGUAZU’,ai confini con il Brasile e il Paraguay.L’emozione in questo luogo immerso nella foresta tropicale è stata veramente grande. Prima il lato argentino, accompagnati da decine e decine di farfalle multicolori e poi il lato brasiliano con la compagnia questa volta di allegri procioni. Avevamo visto tante volte in tv queste cascate,ma sentire dal vero il rumore assordante, vedere gli arcobaleni,bagnarsi con il vapore che si sprigiona da quei salti, trovarsi circondati da tanta acqua,ci ha provocato una magnifica vertigine. In due settimane abbiamo provato l’ebbrezza dello scandire delle quattro stagioni, tra vento,freddo,neve,caldo e tepori primaverili.
Questo viaggio,completamente immersi in una natura così varia e incontaminata, la prima volta per noi, abituati a visitare luoghi con monumenti, templi,città popolose, ci ha convinti che proprio in Argentina il Creatore si è sbizzarrito e divertito nel suo operare e chissà che sotto sotto non si stia facendo una risatina per questa nostra infantile meraviglia.
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