03 novembre 2009 Racconto inserito in:Africa
“Avevo una fattoria in Africa…..” - di MONICA

" …Avevo una fattoria in Africa, ai piedi delle colline Ngong…"
Così iniziava il famoso film con Robert Redford che parlava del mal d’Africa, che anch’io e mio marito abbiamo provato tornando dal viaggio di nozze, che resterà nella nostra memoria come un viaggio UNICO per la bellezza e la ricchezza dei paesaggi, per la gente che abbiamo incontrato, per i panorami meravigliosi che abbiamo avuto la fortuna di poter ammirare. Per i tramonti, per le stelle, per l’immensità della savana e per il fantastico cielo africano.

 

Premesso tutto cio, noi a differenza di Karen Blixen, protagonista del libro “La mia Africa”, non siamo partiti per il Kenia bensì per il Sudafrica con tappa finale alle cascate Vittoria in Zimbawe. Siamo partiti soli da Milano, e dopo 2 scali a Francoforte e a Johannesburg siamo arrivati a Cape Town, la capitale legislativa del Sudafrica e la terza città più popolosa del Paese. Abbiamo visitato questa splendida città, con l’imponente Table Mountain, le assolate spiagge, gli incantevoli vigneti, l’aspro e selvaggio panorama e una natura strana ma affascinante che resta inevitabilmente nel cuore di chiunque la veda anche solo di sfuggita. Cape Town ha un panorama culturale molto vivace, specialmente per quanto riguarda la musica, che sembra permeare ogni angolo della città. L’atmosfera in generale è aperta e rilassata.

A False Bay, lungo la Atlantic Coast, che arriva fino a Cape Point, siamo andati a vedere le foche. E’ stato qualcosa di emozionante vederle che si avvicinavano alla barca e ci guardavano curiose.

 

E che dire delle balene, solo essere lì davanti a loro, ti senti così piccolo e vederle andare sù e giù, scomparire per poi riapparire come nulla, in tutto silenzio, con i loro soffi…

 

Il giardino botanico di Kirstenbosh è un "gioiello" ed "un inno alla varietà" della flora endemica ed trasmette "la sensazione di libertà, immensità e straordinaria bellezza" che vi regna.
Qui l’aria è "tersa e frizzante" e si rimane ipnotizzati dalle "appariscenti" Protee e molte altre meraviglie.

La penisola del Capo è invece uno spettacolo naturale tra i più imponenti che si possano osservare: le ripide scogliere bianche che scendono a picco sull’oceano portano i segni della continua lotta che questo lembo di terra deve eternamente combattere contro la furia degli elementi. I numerosi punti di osservazione situati sulla costa regalano panorami mozzafiato.

 

Succesivamente abbiamo percorrerso la rotta panoramica del Mpumalanga, regione ricca di scenari magnifici come il canyon del fiume Blyde, terzo del mondo per profondità, God’s Window, una vista dall’altopiano verso la valle, il paese fantasma di Pilgrims Rest, che ospita la prima miniera d’oro della zona, le rapide di bourke, formata dall’incrocio di 2 fiumi e le cascate presenti in questa zona.

 

Ma la parte che ci ha più emozionato è stato il safari all’interno del Kruger Park ! Arrivati al lodge, ci hanno dato la camera e dopo pranzo siamo partiti per il nostro primo safari. Vedere gli animali in libertà è sempre una cosa meravigliosa, ma poterli osservare da vicino è un’esperienza davvero unica. Abbiamo visto elefanti, gazzelle, facoceri… ma primo su tutti, il Re… il leone! Individuarlo, per un occhio non esperto non è certo facile, ma il ranger ci ha spiegato che là dove si vedono volare avvoltoi, c’è stata un’uccisione, e quindi cibo ed animali. Arrivati sul posto infatti, c’era un banchetto a cui partecipava il leone maschio, mentre le femmine e i cuccioli tutti intorno aspettavano il proprio turno, cacciando via le iene.

 

Poi con il buio (alle 18 era già buio), abbiamo potuto fare anche safari notturni. E’ tutto più strano perchè sei in queste jeep scoperte, il freddo, la paura, la faccia congelata, ma ad un certo punto non senti più nulla perchè sei attento a tutti i rumori che nella notte tutto sembrano amplificati. E il ruggito del leone in lontananza fa venire i brividi più che di giorno!!!
L’ultimo giorno subito appena partiti abbiamo visto un branco di bufali sbucare dalla nebbia del mattino sotto un cielo di rame, ad uno ad uno; pareva che i bruni, massicci animali come il ferro, con le potenti corna ricurve ai lati non fossero in viaggio, ma venissero creati là sotto i nostri occhi e mandati a spasso per il mondo appena finiti.

 

Poi abbiamo assistito al passaggio delle giraffe nella loro strana inimitabile grazia, che non parevano un gregge, ma una famiglia di fiori rari dal lungo stelo, giganti e maculati.

 

Abbiamo visto durante la siesta del meriggio il leone regale che riposava pacificamente in mezzo alla sua famiglia sull’erba bassa, all’ombra delle grandi acacie, nel suo giardino ………..l’Africa”

 

 

Ultima tappa Zimbawe : Cascate Vittoria definite una delle sette meraviglie del mondo e dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Una vista così meravigliosa deve essere stata contemplata dagli angeli in volo. Così l’esploratore David Livingstone commentò, primo tra gli occidentali, uno degli spettacoli più solenni e incredibili che la natura abbia mai creato. Nello Zimbabwe, al confine con lo Zambia, il fiume Zambezi si getta in una gola ripidissima dando vita a una delle sette meraviglie del mondo, le Cascate Vittoria.

 

 

Una nube di goccioline fittissime si innalza intorno all’enorme colonna d’acqua mischiandosi ai colori iridescenti dell’arcobaleno per stupire e deliziare i sensi. Gli abitanti del luogo, atterriti e affascinati al tempo stesso dal fragoroso rombo delle cascate, le battezzarono con religiosa riverenza mosi-oa-tunya, tuono che fuma. Le celeberrime cascate sono larghe ben 1,7 km e si gettano nell’orrido della Zambezi Gorge con un salto da 90 a 107 m; in media 550.000 metri cubi di acqua si gettano nel vuoto ogni minuto, ma durante il periodo delle inondazioni (da marzo a maggio) questa cifra sale fino a 5 milioni di metri cubi al minuto.
La zona delle cascate è ancora protetta da un cordone di autentica giungla tropicale: passeggiando lungo i sentieri della gola che attraversano questa foresta, sviluppatasi grazie agli spruzzi d’acqua, sembra che non esista nient’altro a parte la monumentale cascata che si sta ammirando.

 

TUTTO CIO’ CHE ABBIAMO VISSUTO HA FATTO SI’ IL NOSTRO VIAGGIO DI NOZZE SIA STATO INDIMENTICABILE PER NOI. Africa, hai tenuto con te le nostre anime, le nostre lacrime di gioia… verremo a riprendercele… vedrai…

 

 

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8 Commenti per il racconto “Avevo una fattoria in Africa…..”

  1. In data 04 novembre 2009 alle ore 11:48 COLNAGHI GIOVANNI ha scritto:

    Viaggio stupendo in occasione di un momento indimenticabile. Auguri!

  2. In data 08 novembre 2009 alle ore 19:34 tobia ha scritto:

    bau! bel servizio, ne è valsa la pena sposarsi.
    bau

  3. In data 10 novembre 2009 alle ore 00:11 maxibo ha scritto:

    Bel viaggio ed esperienza unica

  4. In data 10 novembre 2009 alle ore 13:51 fabione ha scritto:

    Viaggio indimenticabile in occasione di un
    momento della vita unico….o almeno si spera…

  5. In data 10 novembre 2009 alle ore 19:31 moni ha scritto:

    Alla vista di queste foto mi è venuto il “mal d’AFRICA ” ,se un giorno non tornassi più a casa sapete dove trovarmi…

  6. In data 19 novembre 2009 alle ore 14:25 blueguitar70 ha scritto:

    bel viaggio Fabio e spero che il primo di una lunga serie e soprattutto sono contento che il leone non ha pasteggiato con le tue carni….. ciao
    tiz.

  7. In data 24 maggio 2010 alle ore 21:38 miriam ha scritto:

    Bellissimo viaggio, mi è venuta la voglia di ritornarci. Foto molto belle. Pure il racconto è scritto molto bene. Complimenti!!!!!!!!!.

  8. In data 15 settembre 2010 alle ore 05:30 Tuccio ha scritto:

    complimenti per il racconto….già è uno dei miei viaggi sogno,così mi avete aumentato la voglia di farlo…

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